Il Recensore
l'AlterBlog
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14 apr

" Io non sono un filosofo ma un santo, forse un pazzo" , diceva Georges Bataille, che è stato, o comunque ha aspirato a essere tutto, interessandosi alla filosofia come all'arte, alla sociologia come all'economia, all'etnografia come all'antropologia, all'erotismo come alla violenza, alla criminalità come alla religione e ad altro ancora.
Restato giovanissimo orfano di padre, si direbbe dalle sue confidenze autobiografiche ossessionato da un mostruoso rapporto con la madre. Certo è che Bataille concentrò il suo sforzo, solo apparentemente dispersivo per versatilità, nella riabilitazione della parte maledetta dell'essere che emerge nella poesia attraverso la trasgressione delle leggi comuni del linguaggio. "L'estasi dei santi, l'ebbrezza; l'effusione erotica, il riso, l'effusione del sacrificio, l'effusione poetica" furono per Bataille "l'insieme dei comportamenti palesi" di quanto definì "sovranità", la totalità da conseguire.
Le bleu du Ciel reca in calce la data di stesura: "maggio 1935", ma non fu pubblicato perché ritenuto dall'autore troppo personale. Hitler era arrivato al potere assoluto in Germania, Ma Bataille era convinto che un suo privato tormento fosse all'origine delle mostruose anomalie de "L'azzurro del cielo" . Solo 22 anni dopo si lasciò convincere ad affidare ad un editore questa atroce premonizione del male.
9 apr
8 apr
( Premio nobel per ricerche sul dna nel 1993).
Tratto dal suo libro
“Ballando nudi nel campo della mente”. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni”
16 mar
Un romanzo corale, ricco di voci buffe e di personaggi inconsueti. Dopo il successo di La manutenzione degli affetti, la conferma definitiva e felice di uno scrittore autentico, che sa catturare la realtà anche di sbieco, con l’arma della distrazione.
Vincenzo Postiglione è un po’ confuso. Non ha ancora capito se l’amore sia la guarigione da una malattia o solo l’inizio di una convalescenza. Intanto che ci pensa il suo corpo si ammala: lo invade una strana e anomala dermatite. È psicosomatica, gli dicono. Riuscirà dunque a non trasformarsi in un mostro?
Personaggi e interpreti: Vincenzo, trentottenne agronomo e scrittore, la moglie Piera, postulatrice della vita dei santi, Alfredo, figlio di Vincenzo e Piera, che sbaglia i rigori perché si distrae a guardare il cielo, Pietro, poliziotto e padre di Vincenzo che nella vita non ha guardato mai il cielo e ha perso qualcosa, Riccardo, architetto che ama le zone oscure, sua moglie Federica che non conosce le zone oscure del marito, Giancarlo, pediatra che voleva fare il comico, sua moglie Donatella che voleva di piú dalla vita, Verniani, agronomo che dice sempre: ho capito, ho capito, ma non ci siamo! Pipolo, tecnico regionale, donnaiolo e catecumenale, zio Arturo ministeriale e vignaiolo per hobby, Elena che indora la pillola e vende alle persone tutto quello che si può vendere, e non ne può piú di mentire. E ancora: contadini che hanno smesso di fare i contadini, psicoanalisti intimidatori, polacche che si prendono cura di corpi stanchi e anziani ladri che vogliono restituire qualcosa al prossimo.
Non è la bellezza in sé che afferri, è il cielo verde, la bellezza ti fa distrarre, ti allarga l’orizzonte.
In questo romanzo tutto sembra mutare: il corpo del protagonista e il corpo della società attorno a lui. Cambia il lavoro, il paesaggio, cambiano gli umori, cambiano le vite, le ambizioni e i sogni. Le domande allora sono: quale è la radice delle nostre piú profonde motivazioni, e quali le conseguenze di queste sul mondo esterno? Di quante cose possiamo diventare responsabili anche senza saperlo? I nostri sogni sono migliori di noi? Passa la bellezza è una storia d’amore e come tutte le storie d’amore anche un’analisi di tutto quello che attorno all’amore si muove.
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